Tuesday, August 22, 2006


A volte ci sono dei problemi importanti la cui soluzione è realmente molto semplice....

Cresce il numero degli ignoranti. Cambiamo strategia

In Italia uno studente su quattro abbandona la scuola: nell'attuale economia della conoscenza aumentano gli ignoranti che si disputeranno lavori non qualificati con immigrati sempre più numerosi.di Maurizio Blondet
In Italia uno studente su quattro abbandona la scuola prima del diploma. E' un dramma sociale paradossale: nell'economia della conoscenza in cui siamo entrati, cresce il numero degli ignoranti. Quelli che finiranno col concorrere per lavori non qualificati con le folle sempre più numerose degli immigrati.Così, ha fatto bene Letizia Moratti a radunare in Romagna (San Patrignano) il grande convegno europeo sulla dispersione scolastica, invitandovi una quarantina di suoi colleghi della pubblica istruzione. Perché è in Italia che il problema è più urgente: da noi gli abbandoni, delle medie superiori si aggirano sul 25-27 per cento, contro il 16-17 della media europea. I ragazzi lasciano la scuola specie in Calabria, dove il lavoro non c'è, ma anche nel Nord Est, dov'è fin troppo facile trovarlo senza qualifica. La Moratti ha lanciato l'allarme: «L'Europa non può accettare che così ampie fasce di popolazione abbandonino precocemente l'apprendimento, e non dispongano delle qualifiche di base per una piena partecipazione alla società». Sono in gioco migliaia di destini individuali e anche la capacità della nazione di mantenere il suo posto nel mondo.Che fare? Il nostro ministro ha accennato a integrare le "vie formali di apprendimento" con "attività e realtà non formali e informali": fra cui, parole sue, famiglia, club giovanili, volontariato sociale. Discorso interessante, che apre a riflessioni coraggiose sulla riforma necessaria dell'insegnamento. La scuola come la conoscevamo - di Stato, centralizzata, immobile sul territorio, con programmi standard obbligatori - rispondeva alle necessità di battere l'analfabetismo di massa e compiere l'unificazione persino linguistica di un Paese pre-moderno. Dov'era la sola agenzia educativa. Oggi deve competere con "agenzie" improprie ma potentissime e più seducenti, dalla tv allo spettacolo a internet. E' impressionante constatare come i nostri ragazzi, così ignoranti in storia e geografia, siano autodidatti straordinari del computer.Bisogna forse avere il coraggio di chiedersi se i giovani che lasciano la scuola per la fabbrichetta del Trevigiano non esprimano un diverso, "informale" bisogno di istruzione. Per tanti nostri figli la scuola è un posto di noia e di vuoto, senza senso. Non è assurdo che alcuni di loro trovino nel mondo del lavoro precoce e non qualificato un ambiente più ricco e interessante. Dove si imparano cose. Quali? Quelle cose che s'imparano per affiancamento, vedendo agire chi le sa fare. E' il modo più semplice e anche quello più divertente per apprendere le cose pratiche.Ma non basta. C'è un sapere superiore e più esigente, quello che prepara cittadini eccellenti e classi dirigenti, che deve trasmettere l'istituzione. Il problema è come trasmettere la cultura in termini di passione, scoperta. "Insegnare", dice un proverbio britannico, "non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco". E' la sfida che la scuola ha davanti, se non vuol essere abbandonata. Magari, persino inseguendo i suoi giovani utenti là dove sono fuggiti. Più mobilità, più creatività è necessaria per risolvere il problema. E anche più libertà, più pluralismo, meno pregiudizi datati. La Moratti ha aperto il discorso: bel coraggio.

Togliere il pane agli affamati - di F. Giavazzi

Ogni anno l’Europa, per sostenere i propri agricoltori, spende circa 50 miliardi di euro.Chi li prende?Al principe Alberto di Monaco ne vanno 300 mila, alla regina d'Inghilterra 546 mila, a Philip Morris 1,5 milioni, a Royal Dutch Shell 660 mila, a Van Drie (745 mila), a Nestlé 11 milioni, a Tate&Lyle 127 milioni...

Ogni anno gli Stati Uniti concedono ai loro agricoltori sovvenzioni per 20 miliardi di dollari, un po' più del reddito nazionale del Kenia, un quarto del reddito nazionale egiziano.Di questi, due miliardi circa vanno a un centinaio di produttori di cotone, grandi aziende agricole che grazie al sussidio fanno lauti profitti.Senza questi aiuti le esportazioni americane di cotone si dimezzerebbero e la produzione mondiale si sposterebbe verso Egitto e India, due Paesi il cui cotone è in media di qualità migliore di quello americano.In Europa molti credono che lo scopo della nostra politica agricola sia proteggere i piccoli coltivatori - e così contribuire a preservare l'ambiente, una civiltà preziosa, la tradizione delle piccole comunità. È falso.
Ogni anno l’Europa spende, per sostenere i propri agricoltori, circa 50 miliardi di euro, un po’ più del reddito nazionale della Repubblica Slovacca.Il principe Alberto di Monaco riceve 300 mila euro l'anno per la sua fattoria in Francia, la regina d'Inghilterra 546 mila (nel 2003).In Olanda i tre maggiori beneficiari degli aiuti agricoli sono grandi multinazionali: Philip Morris (1,5 milioni nel 2003), Royal Dutch Shell (660 mila), Van Drie (745 mila).In Gran Bretagna Nestlé ha ricevuto nel 2004 11 milioni di euro; Tate&Lyle, la più grande azienda europea di raffinazione dello zucchero di canna, 127 milioni.
Altro che piccoli coltivatori e allevatori!E sono stati proprio gli inglesi a opporsi a una regola che avrebbe favorito i piccoli coltivatori limitando i grandi sussidi.All’origine del recente fallimento dei negoziati di Ginevra sul commercio internazionale vi sono due interessi coincidenti.Nei Paesi ricchi - Europa, Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud - la miopia politica, che non trova il coraggio di tagliare i sussidi a pochi agricoltori privilegiati; in alcuni Paesi emergenti - Brasile e India in particolare - l'illusione che proteggere le proprie industrie con i dazi aiuti la crescita.Dobbiamo preoccuparci di questo fallimento?Io non penso che senza questi accordi l'integrazione del mondo si fermerà, ma andrà avanti portandosi appresso due gravi distorsioni.Innanzitutto i consumatori dei Paesi ricchi continueranno a sovvenzionare, senza che nessuno glielo abbia chiesto, le rendite degli agricoltori.Se un referendum ci chiedesse: «Siete disposti a pagare un po' più tasse per salvaguardare la bellezza della campagna toscana e gli ulivi della Puglia?», è probabile che molti italiani risponderebbero sì.Ma lo si dovrebbe chiedere esplicitamente, anziché gestire la politica agricola a Bruxelles in un modo incomprensibile per la maggior parte di noi.
In secondo luogo, il fallimento di Ginevra indebolisce l'Organizzazione mondiale del commercio (Omc), l'arbitro delle regole sugli scambi internazionali.Per comprendere quanto sia importante una Omc forte, basta ricordare il 2003, quando i giudici di Ginevra imposero al presidente George W. Bush di cancellare i dazi sulle importazioni di acciaio, con cui aveva cercato di guadagnare i voti dei siderurgici americani.Nel dibattito italiano sulla liberalizzazione del commercio stupisce - come ha ricordato sul Sole 24 Ore Riccardo Faini, il consigliere economico del ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa – il silenzio dei nostri industriali.Tuttavia dai negoziati di Ginevra essi avrebbero potuto trarre grandi benefici.
I dazi con cui Cina, India e Brasile proteggono ad esempio le loro imprese tessili ostacolano le nostre esportazioni e ci precludono mercati dove il numero di consumatori chepotrebbero acquistare prodotti italiani di alta gamma è in rapido aumento.Gli imprenditori francesi hanno chiesto pubblicamente di non sacrificare gli interessi dell'industria per salvaguardare quelli dell'agricoltura.Dalla Confindustria invece un sorprendente disinteresse.Ma è imbarazzante battersi contro gli aiuti agricoli quando ogni anno i nostri imprenditori (a cominciare dagli editori di giornali) ricevono dallo Stato contributi pari a circa il 2% del Pil.

INTER - Poca fiducia e tante fiduciarie

Il bilancio al 30 giugno 2005 dell’Internazionale Football Club spa si è concluso con il “rosso” più elevato della sua storia, pari a 118,7 milioni di euro. Nella relazione del collegio sindacale si legge che è stato evidenziato «un patrimonio netto negativo (pari a -31,6 milioni) e di conseguenza la società si trova nella situazione prevista dall’art. 2447 codice civile». Ciò significa che la società doveva essere ricapitalizzata: il suo azionista di riferimento, Massimo Moratti, vi ha provveduto il 31 agosto scorso con un versamento come aumento di capitale di 35 milioni più un altro di 20 milioni «a copertura perdite». Un’attenta analisi nelle pieghe del bilancio nerazzurro, disponibile presso la Camera di Commercio, rivela però altri particolari più “piccanti” che contribuiscono al suo disastroso risultato finale. Al suo interno spiccano le minusvalenze «da cessione dei diritti alle prestazioni calciatori», ossia dalla vendita di 16 giocatori della prima squadra e 31 del settore giovanile per la prima parte della campagna acquisti fino al 30 giugno scorso.
Il loro importo è pari a 5,51 milioni a fronte di un valore netto contabile complessivo di 7,93 milioni ed è in crescita rispetto ai 2,78 milioni dell’esercizio precedente. In esso spiccano le minusvalenze per le risoluzioni dei contratti di Christian Vieri (617mila euro) e Giorgios Karagounis (314mila). Ancor più elevate quelle relative alle cessioni di Andy Van Der Meyde all’Everton (1,57 milioni) e Edgar Davids al Tottenham (2,6 milioni). L’Inter, al contrario di molte altre società di calcio che seguono i criteri civilistici di redazione del bilancio, non inserisce le minusvalenze da cessione calciatori negli oneri straordinari del conto economico, ma alla voce “costi della produzione”. Analogo discorso per le plusvalenze, inserite nella voce “valore della produzione” invece che nei “proventi straordinari”. Fino alla fine dello scorso giugno l’Inter ha ottenuto plusvalenze per oltre 14 milioni, in calo rispetto ai 22 milioni del 2003/04. Sono stati 4 i calciatori inseriti in questa voce: da Fabio Cannavaro l’Inter ha ottenuto 9,6 milioni, da Mohamed Kallon 4,3 milioni e da Nicola Ventola 119mila euro. Singolare la plusvalenza ottenuta da Youssouf Kone, ceduto al Fc Vittoria, pari alla “ricca” cifra di un euro.
Ma un’altra “perla” del bilancio della società presieduta da Giacinto Facchetti è quella riguardante le partecipazioni in due imprese controllate, l’Inter Futura srl e lo Spezia Calcio 1906 srl. Nella prima, l’Inter deteneva al 30 giugno scorso il 100%, mentre per la società spezzina la quota era del 98,67%. Stando a quanto dichiarato nel documento contabile, «il saldo pari a 2 euro rappresenta il valore di acquisto o di sottoscrizione della quota della Inter Futura srl e della quota dello Spezia Calcio 1906 srl al netto delle svalutazioni effettuate nell’esercizio». Dunque per ciascuna il valore è stato abbattuto a un euro. Un deciso salto all’indietro rispetto all’esercizio concluso al 30 giugno 2004, quando il 100% di Inter Futura valeva 10.329 euro. Ancora più pesante è stato il “taglio” per lo Spezia: infatti, l’anno prima l’Inter possedeva soltanto il 30% della società ligure che valeva ben 2,55 milioni.
Ma quali sono i motivi di una così drastica svalutazione di entrambe le partecipazioni? E’ sempre il bilancio dell’Inter a spiegarne i motivi. «Avendo entrambe le partecipazioni di controllo», si legge nel documento, «un patrimonio netto negativo alla data del 30 giugno 2005 si è ritenuto di svalutare completamente il valore di carico, mantenendo il valore simbolico pari a 1 euro per ciascuna partecipazione». Dunque, sia lo Spezia che l’Inter Futura si sono ritrovate nella stessa identica situazione di fine esercizio della loro controllante, con il patrimonio netto negativo e nella situazione prevista dall’art. 2447 del codice civile, ossia di dover essere ricapitalizzate. Il consiglio di amministrazione nerazzurro ha provveduto «ad accantonare nella voce “fondi rischi e oneri” la quota, pari a euro 1.700 migliaia per la Società Spezia Calcio e 243 migliaia per la società Inter Futura, delle perdite consuntivate nell’esercizio oltre il valore del patrimonio netto e di competenza della Società, ritenute non più recuperabili nel futuro». Nel bilancio dell’Inter sono riportati anche i dati numerici delle due controllate al 30 giugno 2005. Inter Futura aveva un capitale di 10mila euro, un patrimonio netto negativo per 243mila euro e un risultato di esercizio in rosso per oltre 254mila euro.
Tale perdita è stata provocata, si legge nella relazione sulla gestione, «da un aumento dei costi del personale e da un mancato incremento dei ricavi, quest’ultimo dovuto principalmente all’abbandono del progetto Thailandia» a causa del maremoto del dicembre 2004. Lo Spezia Calcio aveva ottenuto una perdita di esercizio per 7,35 milioni, un patrimonio netto negativo per 1,34 milioni a fronte di un capitale sociale pari a 2 milioni. Particolare curioso: lo Spezia aveva concluso il bilancio per l’anno 2003/04 con una perdita di poco più di 2 milioni e un patrimonio netto positivo per 199mila euro. Nonostante ciò, si legge nel bilancio chiuso al 30 giugno di due anni fa, il cda dell’Inter «non ha proceduto ad alcuna svalutazione della partecipazione, iscritta a bilancio a 2.550 migliaia, non ritenendo tali perdite di natura durevole sulla base del valore della società stessa, tenuto conto del valore del marchio, del bacino di utenza e del parco giocatori». Le speranze della società nerazzurra si sono infrante nell’esercizio successivo, quando a causa delle perdite elevate ha dovuto “retrocedere” completamente il valore della quota detenuta nella società ligure.
Nell’ultimo bilancio approvato si notano anche due altre partecipazioni di consistenza economica limitata, per complessivi 105mila euro: si tratta del 5% nell’Olimpia Basket srl (meglio conosciuta come Armani Jeans), di appena 60mila euro. Di valore più limitato è quella detenuta nel Consorzio Acquedotto La Pinetina : 19,5% pari a un 45mila euro. Riguardo all’acquisizione del controllo esclusivo dello Spezia Calcio, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva aperto nel gennaio 2005 un procedimento istruttorio nei confronti dell’Inter. Secondo la documentazione presente sul sito internet dell’Authority, il garante aveva ipotizzato «la violazione dell’obbligo di comunicazione preventiva delle operazioni di concentrazione». Sempre secondo l’organismo amministrativo, l’operazione era stata «realizzata nel novembre 2004». Il procedimento si era concluso il 27 aprile dell’anno scorso, quando il presidente Antonio Catricalà aveva ordinato all’Inter «di pagare, quale sanzione amministrativa per la violazione accertata, la somma di euro 5.000 per la mancata comunicazione dell’acquisizione del controllo esclusivo di Spezia Calcio 1906 srl». In seguito, la società nerazzurra ha deciso di cedere una consistente parte dell’azionariato detenuto nello Spezia.
Le trattative sono condotte con l’imprenditore calabrese (ma residente a Reggio Emilia) Giuseppe Ruggieri, amministratore unico della Italcantieri spa (posseduta in passato da Silvio Berlusconi) ed ex proprietario e ex presidente della Sanremese, con interessi di tipo edilizio in Liguria. L’Italcantieri, stando all’ultima visura disponibile presso la Camera di Commercio ha sede a Lacchiarella (presso Milano) e ha un capitale sociale di 5 milioni. L’operazione, stando al documento contabile interista, ha comportato ai primi di luglio 2005 la vendita all’Italcantieri del 60% della società ligure, al valore di 3,3 milioni: Ruggieri ha anche assunto la presidenza del club spezzino. Poco dopo, l’Italcantieri ha girato questo pacchetto alla sua società (posseduta al 100%) Gestioni Sportive e Immobiliari di Reggio Emilia, che secondo le visure è una srl con 10mila euro di capitale: Ruggieri ne è l’amministratore unico. L’Inter è rimasta ancora azionista dello Spezia con il 38,67% del capitale. Sembrerebbe quindi che tutto finisca qui, con la cessione del pacchetto di controllo dello Spezia: e invece no. Infatti, scorrendo le ultime visure disponibili della Camcom sulla catena di controllo di Italcantieri si ha una sorpresa.
La società milanese è posseduta al 95,6% dalla Matutia Holding, srl con sede a Stradella (Pavia) con 100mila euro di capitale: anche qui, Ruggieri compare come amministratore unico. A sua volta, la Matutia ha due principali azionisti: la controllante Ruggieri Immobiliare srl (capitale sociale 10.400 euro) al 65% e la Mava Immobiliare (10mila) al 32,5%. Giuseppe Ruggieri è il procuratore speciale della prima, che ha come attività «la compravendita di beni immobili dal 1/5/1992: una sua familiare, Anna Ruggieri, ne è l’amministratore unico. Quest’ultima ricopre il medesimo incarico societario anche nella seconda srl, che è attiva nella «locazione, vendita di beni immobili propri, sublocazioni dal 23/5/2002». La Ruggieri Immobiliare e la Mava Immobiliare hanno due elementi in comune: il primo è lo stessa sede di Reggio Emilia. Fin qui, nulla di strano: ma è il secondo elemento che costituisce la sorpresa. In ambedue, il loro azionista di controllo si nasconde dietro la Fiduciaria Emiliana , anch’essa con sede a Reggio Emilia. In particolare, la fiduciaria detiene per conto terzi il 99% sia della Ruggieri Immobiliare che della Mava Immobiliare: Anna Ruggieri ne possiede l’1% di entrambe. E chi potrebbe essere “l’azionista mascherato”? Non è dato saperlo, a causa dell’intestazione fiduciaria: si può ipotizzare allo stesso Ruggieri o chissà forse chi altro.
E’ l’ennesimo mistero dell’italica pedata. Insomma, nel caso dello Spezia siamo davanti a una catena di controllo che termina con una fiduciaria. Con il “velo” posto da quest’ultima si aggira il divieto imposto all’articolo 16 bis delle Noif, ossia «non sono ammesse partecipazioni o gestioni che determinino in capo al medesimo soggetto controlli diretti o indiretti in società appartenenti alla sfera professionistica o al campionato organizzato dal Comitato Interregionale». La norma è molto restrittiva, al punto da chiarire che «un soggetto ha una posizione di controllo di una società o associazione sportiva quando allo stesso, ai suoi parenti o affini entro il quarto grado sono riconducibili, anche indirettamente, la maggioranza dei voti di organi decisionali ovvero un’influenza dominante in ragione di partecipazioni particolarmente qualificate o di particolari vincoli contrattuali». In altre parole, se per pura ipotesi dietro alla Fiduciaria Emiliana, posta a capo della catena di controllo dello Spezia, si nascondesse Massimo Moratti, socio di riferimento dell’Inter che ha venduto il pacchetto di controllo del club ligure, ciò sarebbe vietato dalle Noif. Analogo caso sarebbe se dietro alla fiduciaria si nascondesse la Fininvest di Berlusconi, che possiede la quasi totalità del Milan.
Il regime del Codice di giustizia sportiva contempla sanzioni a carico delle società (previsto all’art. 13) e dei loro dirigenti e soci. Per i club si va dalla minima “pena” dell’ammonizione, sino all’esclusione dal campionato di competenza, con conseguente retrocessione alla serie inferiore: nel caso della conquista del titolo di campione d’Italia, può essere revocato. Il Codice prevede anche per i club «la non ammissione o esclusione dalla partecipazione a determinate manifestazioni». Per i dirigenti e gli azionisti, l’articolo 14 del Codice prevede la sanzione lieve dell’ammonizione, sino ad arrivare all’inibizione temporanea o la squalifica a tempo determinato sino a un massimo di cinque anni. Nei casi più gravi è stata prevista «nei confronti del dirigente, socio di associazione o tesserato, la preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc». Le “punizioni” ci sono e sono anche severe. Tuttavia sembrano moltiplicarsi i casi di mascheramento dietro fiduciarie dei padroni del calcio: ma alla Covisoc, deputata ai controlli di rito, e in Figc lo sanno? Non sarebbe il caso di aggiornare l’articolo 16 bis delle Noif?
Marco Liguori

Thursday, April 06, 2006

Luxemburgo a rischio di una lunga squalifica

Guai grossi per l'ex allenatore del Real Madrid Vanderlei Luxemburgo, ora al Santos. Nella conferenza stampa susseguente l'ultima partita di campionato il tecnico ha attaccato l'arbitro Rodrigo Cintra, reo di... aver cercato di sedurlo. "L'arbitro ci ha provato con me" dichiara Luxemburgo "ad ogni fischio mi guardava ammiccando e mi ha fatto anche l'occhiolino". Ora Luxemburgo rischia fino a 6 mesi di squalifica, mentre l'arbitro, che ha moglie e figli, ha dichiarato che si servirà delle vie legali.

Thursday, March 30, 2006

Squalifica a vita per Bachini

Lo ha deciso la Disciplinare in merito al deferimento della Procura anti-doping. Il provvedimento arriva per la recidività del giocatore, già fermato per un anno, sempre per positività alla cocaina

Thursday, March 23, 2006

Capello ammette: "Anch'io prendevo il Mycoren"

23.03.2006 14.22 di Daniele Zoratto articolo letto 247 volteFonte: L'Espresso
Nell'intervista rilasciata a L'Espresso il tecnico Fabio Capello ammette di aver assunto il mycoren ai tempi in cui era calciatore. La sostanza, che allora non rientrava tra quelle considerate dopanti, gli sarebbe stata somministrata anche nell'ambito delle partite della Nazionale.

Tuesday, March 21, 2006

Regala un toro alla squadra battuta, è successo in Romania

21.03.2006 22.17 di Marco Frattini Fonte: Romania Libera
Alla fine della partita del Vaslui dalla seconda giornata di ritorno, un tifoso della squadra locale ha portato allo stadio un toro di 350 kg, del valore di circa 430 euro, che è stato offerto alla formazione ospite Gloria Bistrita, prima squadra battuta da FC Vaslui in questo campionato. Il tifoso da Vaslui si è accollato anche anche il trasporto del toro fino a Bistrita e di offrire altri tori per le enventuali future vittorie della sua squadra. Nella conferenza stampa dopo gara, Ioan Ovidiu Sabau, che nel passato ha giocato in Italia, nel Brescia di Corioni, ha rifiutato il toro, chiedendo , in modo ironico, se il toro non fosse stato regalato all'arbitro, alludendo ad eventuale favoritismi ricevuti dalla squadra di casa.

Sunday, March 19, 2006

IL DOVERE

"La dignità del dovere non ha che fare col godimento
della vita; il dovere ha la sua legge speciale, e anche il suo speciale
tribunale; e se anche si volessero confondere l’una con l’altro per porgerli
mescolati come una medicina all’anima ammalata, essi tuttavia si separerebbero
subito da sé; e se non facessero ciò, la prima non agirebbe punto, ma, se anche
la vita fisica ne guadagnasse qualche forza, la vita morale scomparirebbe senza
rimedio." (I. Kant, Critica della ragion pratica)
"La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in
ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.”
A. Schopenhauer
“L'intelligenza è invisibile per l'uomo che non ne possiede. ”

Amicizia,amore ed affetto...

"L’amicizia, l’amore e l’affetto degli uomini li si
ottiene solo dimostrando loro amicizia, amore e affetto. [...] Per sapere quanta
felicità può ricevere una persona nella sua vita, basta sapere quanta ne può
dare”
A. Schopenhauer

Immanuel....

Lo spazio non rappresenta affatto una proprietà di qualche cosa in sè , o le cose nel loro mutuo rapporto ; ossia non é una determinazione di esse , che appartenga agli oggetti stessi , e che rimanga anche se si faccia astrazione da tutte le condizioni soggettive dell' intuizione . Infatti nè le determinazioni assolute , nè quelle relative possono esser intuite prima dell' esistenza delle cose alle quali appartengono , e quindi a priori . Lo spazio non é altro se non la forma di tutti i fenomeni dei sensi esterni , cioè la condizione soggettiva della sensibilità , condizione alla quale soltanto ci é possibile un' intuizione esterna . [...] Poichè le condizioni particolari della sensibilità non possiamo renderle condizioni della possibilità delle cose , ma solo dei loro fenomeni , così possiamo dire , che lo spazio abbraccia tutte le cose che possono apparirci esternamente , ma non tutte le cose in se stesse , siano esse intuite o no , e da qualsivoglia soggetto .
Il tempo non é qualcosa che sussista per se stesso o aderisca alle cose , come determinazione oggettiva , e che perciò resti , anche astrazion fatta da tutte le condizioni soggettive delle intuizioni di quelle : perchè nel primo caso sarebbe qualcosa che , senza un oggetto reale , sarebbe tuttavia reale . Per quanto riguarda il secondo caso , come determinazione o ordine inerente alle cose stesse , non potrebbe precedere gli oggetti come loro condizione , ed esser conosciuto e intuito a priori per mezzo di proposizioni sintetiche . Cosa che invece ha luogo , se il tempo non é altro che la condizione soggettiva per cui tutte le intuizioni possono accadere in noi . Infatti allora questa forma delle intuizioni interne può essere rappresentata a priori , cioè prima degli oggetti . Il tempo non é altro che la forma del senso interno , cioè dell' intuizione di noi stessi e del nostro stato interno . Infatti , il tempo non può essere una determinazione di fenomeni esterni : non appartiene nè alla figura , nè al luogo , ecc. ; determina , al contrario , il rapporto delle rappresentazioni del nostro stato interno . [...] Il tempo é la condizione formale a priori di tutti i fenomeni in generale . [...] Se posso dire a priori : tutti i fenomeni esterni sono determinati a priori nello spazio e secondo relazioni spaziali ; posso anche , movendo dal principio del senso interno , dire universalmente : tutti i fenomeni in generale , cioè tutti gli oggetti dei sensi , sono nel tempo , e stanno fra di loro necessariamente in rapporti di tempo ( Estetica Trascendentale )
“Io non mi curo più né del mondo, né del vostro generale; in quanto ad esseri come voi, a malapena posso credere che esistano, tanto siete di poca importanza.” William Shakespeare – Coriolano – Atto V Scena 2°

Fluoro: una storia surreale

Giorgio Petrucci – tratto da “I pericoli del fluoro
Come Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda sono attanagliati dal dubbio: molti progetti di espandere le zone fornite di acqua fluorurata naufragano miseramente. A titolo di esempio, riportiamo le conclusioni a cui giunse il 23 ottobre del 1997 il Comitato di studio sulla fluorurazione di Natick, città degli USA, riguardo al quesito posto loro dagli amministratori locali: «Sulla base della documentazione fornitavi dai promotori e dagli oppositori, pensate che i potenziali effetti negativi associati all'aggiunta di fluoro nelle acque pubbliche di Natick superi i potenziali benefici ?». Ed ecco le raccomandazioni del Comitato: «Il Comitato per lo studio sulla fluorurazione di Natick ha condotto un'approfondita analisi della letteratura scientifica e fa le seguenti constatazioni riguardo i rischi e i benefici della fluorurazione delle acque:

AIDS e HIV

" ..Sappiamo che errare è umano, ma l'ipotesi Hiv-Aids è un errore macroscopico. Lo dico forte e chiaro per mettere in guardia la gente.." Kary B. Mullis Premio Nobel per la Chimica nel 1993 per aver scoperto la PCR (Polymerase Chain Reaction) reazione a catena della polimerase (vedi commenti...)

La via dell'oppio

Dal libro "Banche armate alla guerra", Anno 2003
La storia del traffico di droga nell'Asia centrale è intimamente collegata alle operazioni coperte della CIA. Prima della guerra in Afghanistan, la produzione di oppio in Afghanistan e Pakistan era diretta a piccoli mercati regionali. Non vi era produzione locale di eroina. A questo proposito, lo studio di Alfred McCoy conferma che entro due anni dal furioso attacco dell'operazione della CIA in Afghanistan, "la zona di confine Pakistan-Afghanistan divenne il principale produttore di eroina al mondo, fornendo il 60% della domanda USA. In Pakistan, la popolazione tossicodipendente passò da quasi zero nel 1979...a 1.200.000 persone nel 1985 - una crescita molto più rapida che in qualunque altro paese... Ancora una volta, la CIA controllava questo traffico di eroina. Mentre conquistavano territori all'interno dell'Afghanistan, i guerriglieri mujaheddin ordinavano ai contadini di piantare oppio come tassa rivoluzionaria. Al di là del confine, in Pakistan, i leader afghani e i gruppi locali sotto la protezione dell'Intelligence pakistana gestivano centinaia di laboratori di eroina. Durante questo decennio di narcotraffico alla luce del giorno, l'americana DEA (Drug Enforcement Agency) a Islamabad evitò di pretendere grosse confische o arresti...I funzionari USA avevano rifiutato di indagare su accuse di traffico di eroina da parte dei sui alleati afghani "perché la politica sui narcotici USA in Afghanistan è subordinata alla guerra contro l'influenza sovietica nell'area". Nel 1995 l'ex direttore dell'operazione afghana della CIA, Charles Cogan, ha ammesso che la CIA aveva effettivamente sacrificato la guerra alla droga per combattere la Guerra Fredda. "La nostra missione principale era arrecare il maggior danno possibile ai sovietici. Non avevamo le risorse o il tempo per dedicarci a un'indagine sul narcotraffico...Non penso che dobbiamo scusarci per questo. Ogni situazione ha la sua ricaduta...Si, c'è stata una ricaduta in termini di droga. Ma l'obiettivo principale è stato realizzato. I sovietici hanno lasciato l'Afhganistan".Finita la Guerra Fredda, la regione dell'Asia centrale è strategica non solo per le sue grandi riserve petrolifere. Essa produce anche tre quarti dell'oppio mondiale, che rappresentano introiti di molti miliardi di dollari per i cartelli d'affari, le istituzioni finanziarie, le agenzie di spionaggio e il crimine organizzato. Il ricavato annuale del traffico del Golden Crescent (tra 100 e 200 miliardi di dollari) costituisce circa un terzo del mercato annuale mondiale dei narcotici, che le Nazioni Unite stimano dell'ordine di 500 miliardi di dollari.Con la disintegrazione dell'Unione Sovietica, nella produzione dell'oppio si è verificata una nuova ondata. Potenti cartelli d'affari nell'ex Unione Sovietica alleati con il crimine organizzato sono in competizione per il controllo strategico sulle rotte dell'eroina. L'estesa rete di intelligence militare dell'ISI non è stata smantellata dopo la Guerra Fredda. La CIA ha continuato a sostenere la jihad islamica fuori del Pakistan.Nuove iniziative segrete sono state avviate in Asia centrale, nel Caucaso e nei Balcani.

Ex ispettore delle Nazioni Unite: l’Iran è il prossimo

Brandon Garcia - 11 febbraio 2006 - tratto da http://www.uruknet.it Fonte: Free New Mexican
Scott Ritter, l'ex capo ispettore degli armamenti per le Nazioni Unite, ha parlato domenica al teatro James A. Little su come non sia stata trovata alcuna arma di distruzione di massa in Iraq. Ha anche previsto che gli Stati Uniti scenderanno in guerra con l'Iran.

La Banca Vaticana

Estratto dal libro: «Tutto quello che sai è falso», Nuovi Mondi Media Di Jonathan Levy
Molti credono che la Banca Vaticana sia una leggenda; dopo tutto la Città del Vaticano – luogo di palazzi, musei e cattedrali – cosa se ne fa di una banca? Ma la Banca del Vaticano esiste nel cuore della Città del Vaticano (vicino a Porta Sant’Anna), in una torre chiusa agli estranei. Ufficialmente la Banca Vaticana è nota come l’istituto per le Opere di Religione o IOR. In ogni caso la religione ha ben poco a che fare con la Banca, a meno che ci si riferisca ai cambiavalute che si sono nella chiesa.
«E Gesù entrò nel Tempio di Dio, e scacciò tutti coloro che compravano e vendevano nel tempio, rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie di coloro che vendevano le colombe» [ Matteo 21:12, versione di Re Giacomo ]

20 cose sorprendenti del voto negli USA

Angry Girl - Nightweed.com Link alla pagina originale Traduzione a cura di Stefano Pravato per Disinformazione.it
Forse non tutti sanno che....

Dov'è la tua Ferrari?

Eugenio Benetazzo 20/01/2006Autore de libro "Duri e Puri: aspettando un nuovo 1929"
Dov’è la tua Ferrari ? Dov’è la tua Ferrari a rate ? Siamo cresciuti sin da bambini con la televisione che ci ha convinti che un giorno saremmo diventati tutti miliardari, rockstars, divi del cinema o piloti di un jet supersonico con la Ferrari nel garage … ma non è così, e lentamente ce ne stiamo accorgendo. In questi ultimi tre anni in Italia è ormai emersa una nuova classe di poveri, quelli in giacca e cravatta, i nuovi schiavi del turbocapitalismo multinazionale, una nuova classe di morti di fame: quelli con il mutuo erogato al 100 per cento a tasso variabile, quelli con un lavoro atipico a singhiozzo, quelli con l’utilitaria pagata a 20 euro al mese, quelli che fanno la spesa a rate di 5 euro al mese al centro commerciale. ( continua in commenti...)

I Numeri e le Statistiche

Tratto dal comitato "Giù le mani dai bambini"www.giulemanidaibambini.org

OGM: le incertezze della comunità scientifica

La scoperta del DNA e l'avvento della biologia molecolare hanno consentito all'uomo la possibilità di modificare direttamente il codice genetico non più solo attraverso i processi naturali di selezione ed ibridazione. E' diventato possibile, attraverso le tecnologie dell'ingegneria genetica, prelevare da un organismo una sequenza di DNA che codifica per una determinata funzione (gene) e trasferirla ad un organismo diverso anche molto lontano dal punto di vista filogenetico.Questo ha reso possibile lo sviluppo degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati). La creazione degli OGM è ormai una realtà consolidata; gli utilizzi di queste nuove biotecnologie hanno coinvolto inizialmente settori come la produzione di farmaci, (primi ad essere modificati geneticamente furono i batteri, fino a fargli produrre sostanze utili per l’uomo, come l’insulina umana), e la medicina in generale, per poi passare anche ad altri settori come l'agroalimentare e la tutela dell'ambiente. I prodotti agricoli transgenici esistono già da alcuni anni, coltivati soprattutto in Canada e negli USA. Nel 1990 i raccolti geneticamente modificati praticamente non esistevano; a distanza di soli 10 anni più di 40 milioni d’ettari sono coltivati con queste tecniche in tutto il mondo. L'incremento di queste coltivazioni è stato addirittura esponenziale negli ultimissimi anni (si è passati da 2,8 milioni d’ettari nel 1996 ai 53 milioni di ettari nel 2001), secondo le ultime statistiche pubblicate ISAA [1].
La produzione è concentrata in quattro Paesi: 68% in USA, 22% in Argentina, 6% in Canada e 3% in Cina per un totale pari al 99%; dedicata principalmente a quattro tipi di colture: 63% di soia, 19% di mais, 13% di cotone e il 5% di colza.

Cosa c’entra l’acqua col petrolio - La follia delle bottiglie di plastica

I contenitori trasparenti rosicchiano un milione e mezzo di barili di greggio l’anno----------------
Sabina Morandi - Liberazione del 5 marzo 2006 Visto su www.comedonchisciotte.org

Da Atlanta alla GestLine

di Rita Pennaiola – tratto da “ La Voce della Campania”http://www.lavocedellacampania.it
Perché si pagano tremila miliardi per acquistare un bene che pochi mesi prima era stato valutato circa sessanta? E come ci si potrà rifare in seguito del “salasso”? Sta forse nella risposta - mai fornita - a questi elementari quesiti il “segreto” della Gest Line, la sigla partenopea di riscossione crediti che ha messo in ginocchio i contribuenti italiani. L ‘ipoteca arriva per posta prioritaria. Nemmeno il disturbo di una raccomandata. Così ci si può ritrovare, senza nemmeno saperlo, esposti al rischio di perdere la casa per una cartella esattoriale magari vecchia di anni e di piccolo importo. E’ successo, per fare un solo esempio, a quattro cittadini partenopei che, ritenendosi vittime di “ipoteche pazze”, avevano presentato ricorso in tribunale contro la Gest Line , la società che gestisce l’esazione tributi in mezza Italia, che non aveva nemmeno notificato gli avvisi di mora.
A dicembre scorso il giudice di pace Renato Marzano ha dato ragione ai quattro “tartassati”, difesi dal civilista Angelo Pisani, aprendo di fatto la strada a migliaia di analoghi ricorsi che letteralmente intasano, in diverse parti della penisola, tribunali, studi legali ed associazioni dei consumatori. Un repertorio di vicende grottesche, allucinanti, costellato di ipoteche, vendite all’asta, pignoramenti presso terzi seguiti senza preamboli ai danni di professionisti o commercianti, che vedono così deteriorarsi anche la propria immagine, magari per una multa automobilistica neppure notificata. Questo il racconto di numerose “vittime” e delle decine di avvocati al lavoro in numerose città italiane per contestare l’operato della Gest Line. Nelle scorse settimane la società - fondata a Napoli ma titolare di convenzione per la riscossione tributi con i comuni di città come Genova, Padova, Bologna, Vicenza e Venezia, per fare solo alcuni esempi - ha ufficialmente presentato e distribuito un dettagliato “Vademecum dell’utente”, in cui prospetta quelle stesse regole (a cominciare dalla impossibilità di porre all’asta beni immobili per presunti crediti inferiori agli ottomila euro) che secondo gli avvocati dei consumatori sarebbero state finora più volte violate dalla stessa società.
Do you remember Atlanta?

Friday, March 17, 2006

Ice of Age

Per qualcuno, in particolare........

Bella Massimo!

Se credete di stare male, pensate lui......

vista di paris

E' proprio vero che siamo nel 2000?

tratto da Capire anno 1° agosto 2000 di Antonio Lambro
Ma che cos'è il tempo in assoluto. Il concetto più relativo della nostra realtà esistenziale. La sola certezza che abbiamo è che il tempo procede in una sola direzione. Ed è una certezza angosciante: il suo ineluttabile procedere determina il nostro progressivo invecchiamento, fino alla morte. Un conforto ci viene forse dalle teorie del filosofo francese Henri Bergson che proponeva una concezione del tempo, valida sul piano etico, ma inutile a rallentare il suo inesorabile trascorrere. Dopo questa digressione, peraltro non tanto estranea all'argomento che stiamo trattando, constatiamo che l'indispensabile convenzione sulla misura del tempo, l'elaborazione dei calendari, non può essere stata adottata, seguendo criteri e procedimenti precisi. La domanda che molti studiosi si pongono è la seguente: il terzo Millennio è iniziato da pochi mesi, oppure da qualche anno? (continua in commenti...)

Anche l'Italia in Paradiso

Dal libro: «Paradisi fiscali», a cura di ARES 2000 – Malatempora
Al boulevard Prince Henry di Lussembrugo, capitale dell’omonimo granducato, al nr. 13, tutte nello stesso palazzo si possono trovare le sedi di Pirelli, Mondadori, Tosi, Merloni Ariston e, 50 metri più in là, Meccanica Finanziaria, Lucchini, Autogrill, Franzoni, Gazzoni Frascara e Valentino.E che cosa ci fa il gruppo Mediaset a Malta? E l’Istituto Mobiliare Italiano a Madeira? E perché quasi il 50% (112 su 250) delle società quotate in borsa ed il 25% (22 su 88) dei gruppi bancari hanno partecipazioni, quasi sempre di controllo, in società residenti nei paradisi fiscali? Molti di questi paradisi si sono appunto specializzati nella gestione dei patrimoni ed hanno sviluppato enormemente secondo le tecniche più sofisticate, (e spesso truffaldine) l’attività di gestione di fondi di investimento. Chi, in Italia o in Europa, attraverso il proprio istituto di credito cittadino, investe i propri risparmi in fondi comuni e simili, sappia che quei soldi hanno discrete possibilità di entrare nel giro di investimenti praticato dalle società che hanno sede in un paradiso fiscale (in Lussemburgo, o alle Bahamas), sappia che quei soldi entreranno in contatto con altro denaro di dubbia provenienza facilitando operazioni di candeggio o riciclaggio molto redditizie per le banche off shore e per le mafie internazionali… Occorre a questo punto sottolineare come il nostro «rispettabile» apparato creditizio, l’insieme delle banche italiche di nobili casati non sia affatto immune dalle tentazioni e dalle lusinghe esercitate dall’arcipelago off shore. Risulta infatti che molti istituti di credito italiani, dal San Paolo all’Unicredito, dalla Banca Nazionale del Lavoro alla Banca di Roma, dalla Comit alla Banca Popolare dell’Emilia, siano titolari di società off shore con sede in paradisi fiscali, dove possono tranquillamente operare al di fuori di ogni controllo del fisco, e al di fuori della legge. (segue una breve storia dei paradisi fiscali...)

Sanità, oltre 4.700 medici denunciati

Fonte Adnkronos 26 maggio 2004 ------Venezia. Ricevevano vantaggi o premi in denaro in cambio dei quali favorivano l'uso o la vendita di farmaci della multinazione Glaxosmithkline. In qualche caso hanno ricevuto somme per ogni paziente trattato nei reparti di oncologia. Sono ben 4.713 le persone denunciate in tutta Italia dalla Guardia di finanza del nucleo regionale di polizia tributaria del Veneto, quasi tutti medici, dopo due anni di indagine andata sotto il nome di «Giove».

Intervista a David Icke


David Icke, il coraggioso giornalista britannico, già redattore della BBC e di altri prestigiosi giornali che da diversi anni ci informa con i suoi libri sui poteri occulti, le loro trame e i complotti che cercano di rendere schiava l’umanità, è stato ospite a Bellaria del riuscitissimo MacroFest promosso dalla Macro Edizioni.Alle sue conferenze hanno assistito oltre 600 persone e in una pausa dei lavori abbiamo potuto scambiare un’interessante conversazione

Padre Edson Alves dos Santos

«Il prete fa con me come un uomo fa con una donna. Mi toglie i vestiti, alza la tonaca, mi prende sulle sue ginocchia, mi dice di stare tranquillo...». È un bambino di dieci anni che parla. E rivela alla nonna quello che non aveva avuto il coraggio di dire alla madre per paura di «prendere schiaffi» ( leggete che orrore...)

Che cos'è l'Auditel

Tratto da http://www.megachip.info/
Tratto da 'La favola dell'Auditel' - di Roberta Gisotti - Ed. Riuniti, 200208-09-2002
Che cos'e' l'AuditelPer 16 anni la Casa di Vetro è stata inespugnabile. Un malaugurato patto stretto nel 1986 tra i protagonisti della scena televisiva - la Rai, l’allora Fininvest oggi Mediaset e l’Upa gli utenti di pubblicità - ha cambiato in Italia le regole della comunicazione, non più pensata per informare, educare, intrattenere, divertire, ma finalizzata a vendere pubblico per il mercato pubblicitario. ( vedi commenti...)

Code e orecchie dei cani

a cura del dott. Francesco Carrani-----"Il problema di fondo e' far capire che l'animale al quale si tagliano le orecchie e/o la coda non soffre."
Il Dott. Carrani offre il suo punto di vista scientifico e medico alla questione, al di fuori di ogni sospetto:
Quando ho letto questa frase ho avuto la conferma che quello che stavo leggendo non era un racconto di fantasia ma il solito trito e ritrito condensato di luoghi comuni riguardante la presunta utilità di certe pratiche subite da molti cani.
Io credo veramente che la scienza non rinneghi il proprio passato ma cerchi di migliorarlo ed in questo e' sicuramente aiutata dall'evoluzione morale ed etica dell'uomo. E veramente un anacronismo che l'uomo oggi voglia continuare ad imitare cio' che gli antichi romani facevano ai loro cani da combattimento, a meno che non si voglia far combattere il proprio cane.
In dieci anni di professione veterinaria credo di avere curato si e no una ventina di lesioni traumatiche alla coda di cani da caccia, un numero certamente inferiore alle lesioni procurate, per esempio, dal cinghiale ai cani della muta oppure alle lesioni procurate dalle spighe di graminacee nelle orecchie o nei polmoni. Allora dovremmo mettere armature ai cani da cinghiale oppure tappi nelle orecchie o dotare di mascherine i cani da caccia o meglio non mandarli più a caccia a causa di questi pericoli ? ( CONTINUA in COMMENTI...)

I Dieci Comandamenti

I dieci comandamenti secondo la Sacra Bibbia e le alterazioni presenti nel catechismo tratto da http://evangelici.altervista.org/diecicom.html
Prima di leggere il testo dei dieci comandamenti riportati nella Sacra Bibbia, occorre precisare alcune cose molto importanti. ( vedi commenti...)

Giovanni Pico della Mirandola

Marco Sommaria – dal libro “Ribelli: 1000-2000 un lungo millennio”( in commenti...)
"Quante molestie, ansie, affanni si trovino per ottenere il favore dei principi, per conciliarsi la benevolenza dei pari, per andare a caccia di onori, son cose che meglio io posso imparare da te che non insegnarti, io che fin da ragazzo ho appreso a vivere contento dei miei libri, del mio riposo e, standomene appartato, non sospiro e non cerco nulla fuori di me".

Blatter: troppi fischi, stop agli inni nazionali


Il presidente Fifa vuole abolire uno dei riti storici prima dei match di calcio
«Creano trensione, meglio farne a meno». Ma giocatori e tecnici dicono no: non avrebbe più senso giocare tra nazioni ( continua in commenti...)

L’ipocrisia di Stato e terrorismo mediatico

Continuano gli allarmi terroristici – amplificati dai soliti media compiacenti - da parte delle principali autorità europee sull’influenza aviaria.

Fusione a freddo

La misteriosa reazione nucleare, che avviene con la fusione di atomi leggeri, viene ancora oggi studiata in molte parti del mondo. Perché é stata tanto ostacolata? A quali risultati sono arrivati i ricercatori? In questa breve rassegna, ipotesi e speranze per la risoluzione dei problemi energetici ed ecologici del pianeta Terra. (continua in commenti...)